Cortona
Cortona fu una delle dodici città della confederazione etrusca. Delle sue primitive mura ciclopiche si possono ancora oggi osservare imponenti tratti appena modificati da mura medievali. Salvo pochi bei palazzi rinascimentali, il carattere prevalente degli edifici cortonesi è medioevale e contribuisce a conferire alle strette ed erte strade un aspetto molto suggestivo.
Data la posizione elevata (600 m.s.m.) da ogni punto di Cortona si gode una stupenda vista che abbraccia tutta la Valdichiana.
Il Palazzo del Comune esisteva in parte nel 1241 ed ebbe attraverso i tempi aggiunte e rimaneggiamenti tra cui assai notevoli quelli del sec. XVI, con la costruzione della torre campanaria, della larga scala d'accesso e dell'ala che si affaccia su via Roma e via Ghibellina.
Le strutture più antiche includenti tra l'altro la Sala Consiliare, permangono assai visibili sulla fiancata tra Piazza della Repubblica e Piazza Signorelli.Qui, a breve distanza dalla scala di accesso alla sala consiliare, sono visibili sopra una colonna recentemente rifatta i resti del "Marzocco", il leone con la zampa destra appoggiata sul giglio, simbolo, come le altre città Toscane, della Signoria fiorentina. Esso fu messo in opera nel 1508.
Palazzo Casali è uno degli edifici più nobili ed imponenti della città. Il lato che s'innalza sulla Piazza Signorelli fu progettato in forme ancora rinascimentali da Filippo Berrettini ai primi del seicento; l'ala posteriore risale invece al sec. XIV. I due corpi sono armonizzati dalle eleganti e severe strutture del cortile interno che li riunisce.
Fu residenza dei Casali, Signori della città e dal 1411, dei Commissari della Repubblica Fiorentina, poi di quelli del principato dei Medici ed in seguito di quelli della Lorena.
Fu centro etrusco, come testimoniano la cinta muraria e le tombe trovate nella zona. Pare entrasse in alleanza con Roma alla fine del sec. IV a.C. e al tempo della guerra sociale ricevette la cittadinanza romana.
Nel 450 fu presa dai Goti quindi nel corso del sec. XII, vi sorse e prosperò il Comune nell' ambito del quale ebbero grande importanza le corporazioni di arti e mestieri, ciò che determinò la prevalenza della parte "borghese democratica" su quella feudale. Nel 1258 la saccheggiarono gli Aretini, costringendo all' esilio quasi tutta la popolazione, che solo nel 1261 potè rientrare in patria.
Divenuta ghibellina, ebbe nel 1325 il titolo di diocesi, e nell' ottobre del medesimo anno si dava in signoria a Ranieri della famiglia dei Casali, che la tennero fino al 1409.
Passò poi a Ladislao Re di Napoli soprannominato "il re guastagrano" (per aver devastato con la sua cavalleria le campagne circostanti) e infine venduta nel 1411 a Firenze per 70 mila scudi .
In seguito, dopo aver sopportato un assedio delle truppe imperiali di Clemente VII e Carlo V guidate da Filippo d' Orange, seguì le vicende del Granducato di Toscana.